Vendemmia toscana: aggiornamenti

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Paolo di Caparsa, Radda in Chianti, 21 maggio 2012

Dopo un inverno secco, senza precipitazioni, Aprile e Maggio si stanno rivelando mesi in cui la piovosità è normale, addirittura sopra la media. Qui a Caparsa, a Radda in Chianti, il risveglio vegetativo è stato eccellente e uniforme, e già si notano numerosissimi grappoli di uva. Probabilmente questa abbondanza dovrà essere limitata in qualche modo e in periodi diversi. Io sto pensando di favorire un pò di peronospora larvata per una diminuzione della quantità in modo naturale, ma non sarà facile. Essendo la notte a volte sotto i 10 gradi non ci dovrebbe essere ancora alcun problema fitosanitario.
Il verde ormai domina il paesaggio agrario e la Natura è splendida (Vedi foto allegata).


Carla di Sassotondo, Pitigliano, 20 maggio 2012

Primavera strana, oggi pioviggina ma nell’insieme siamo ancora molto al di sotto della piovosità necessaria; qui ogni volta che piove poi tira un sacco di vento forte e asciuga tutto.. vediamo come va. Intanto si gestisce il terreno un po’ più attentamente del solito e le erbe si lasciamo crescere poco.

Ha fatto caldo al germogliamento del sangiovese, che è partito benissimo, e poi freddo quando dovevano partire le varietà più tardive (in germogliamento) come ciliegiolo e trebbiamo che di fatto hanno una crescita poco omogenea.

Tanti insetti antipatici quest’anno, le zigene (che mangiano gemme e foglie giovani) hanno il loro habitat ideale con questi germogliamenti non rapidi, cocciniglie etc. Di solito non mi preoccupo, ma quest’anno devo tenere sotto controllo le zigene perchè cominciano a essere troppe. (ti allego qualche foto)

Per il resto tutto bene, il vino 2011 imbottigliato (ahimè sempre troppo presto, ma bisogna pure campare!) in aprile è delizioso!

Marco di Capitoni, Val d’Orcia, 2 febbraio 2012


E’ il primo giorno di Febbraio e siamo sotto una spessa coltre di neve. Proprio una bella nevicata, almeno 40 centimetri.
La stavamo aspettando e ancor più di noi, le nostre piante, i nostri campi seminati a grano. Nei mesi di Dicembre e Gennaio non abbiamo avuto un solo giorno di pioggia, con temperature sopra alla media, pertanto questa nevicata era assolutamente necessaria.

Nelle scorse settimane ci siamo dedicati alla potatura delle viti. Lavoro che, complici le belle giornate, abbiamo portato a termine tranquillamente nei tempi previsti. Ritengo la potatura invernale assai interessante, che svolgo davvero con piacere: ogni vite pur simile all’altra, non è mai perfettamente uguale ed ogni taglio da fare presuppone un diverso accorgimento. La preferisco di molto a quella estiva, cioè a tutte quelle operazioni che ripetitivamente facciamo sull’apparato fogliare, dal mese di Maggio fino a Settembre, quando le giornate di lavoro sono lunghissime e tanto, tanto calde.
La forma di potatura da noi adottata è il cordone speronato.
Nel vigneto, piantato nel ’99, con densità di 5.000 ceppi ad ettaro è unilaterale, cioè il pedone della vite appare curvato solo da un lato. Mentre nel vigneto più vecchio, età 40 anni, dove il sesto è più rado, il cordone è bilaterale, in pratica il pedone all’altezza di 80 centimetri si biforca, procedendo verso i due lati.
La risulta della potatura, mediante apposito macchinario, è stata triturata sul posto, si tratta di sostanza organica che gioverà al buon mantenimento della struttura del terreno. Solo i tralci delle viti non perfettamente sane sono stati allontanati dal vigneto. Ci sono malattie contro le quali al momento non esistono trattamenti efficaci. Possiamo contenere la propagazioni di tali patologie solo facendo attenzione che parti di legno proveniente dalle piante attaccate non rimanga sul terreno infettando le altre. Per lo stesso scopo, provvediamo a sterilizzare gli utensili usati per i tagli sulle viti ammalate.

In cantina c’è movimento:
- Il “CAPITONI” 2010 Orcia doc, dopo i 12 mesi passati in barriques, viene preparato per andare in bottiglia, dove passerà ulteriori 12 mesi prima di essere messo in commercio.
- Il “FRASI” 2009 Orcia doc, rimasto per 24 mesi in botte di legno grande, è anch’esso pronto per essere imbottigliato ed anche per questo vino seguiranno 12 mesi di affinamento
in bottiglia.
Così facendo stiamo liberando i legni, in modo da poterci travasare i vini dell’ultima vendemmia, ad oggi ancora in acciaio, ma adesso pronti per iniziare l’affinamento in legno.

Paola di I Veroni, Chianti Rufina, 23 dicembre


L’inverno è finalmente arrivato e ci voleva proprio! Le temperature si sono abbassate e questo permettera’ i primi di gennaio di cominciare il lavoro di potatura della vigna. Per adesso abbiamo aspettato che si addormentasse. In cantina il vino è stato messo nelle botti di Rovere di Slavonia da 22/25 Hl per completare la malolattica ed equilibrarsi al meglio per dare vita poi al nostro futuro chianti rufina annata. Il vino che sarà destinato alla riserva ora è nei Tonnaeux da 5 HL e qui resterà per circa 20 mesi. Per il momento i vini sono promettenti con giusto tenore tannico, colore molto intenso, acidità alta ed equilibrio di morbidezza. Incrociamo le dita! L’uva del vinsanto è ancora sui graticci ma questo anno anticiperemo molto la pressatura degli acini che presentano già molto elevata la concentrazione zuccherina. L’atmosfera natalizia pervade tutta la campagna creando un silenzio magico.I Veroni augura a tutti un Buon Natale ed un Felice anno Nuovo. AUGURIIIII!!! Ci risentiamo il prossimo anno…. Paola

Carla di Sassotondo, Pitigliano, 15 dicembre

qui tutto bene anche se fa ancora troppo caldo e poca acqua (niente funghi quest’anno!)
Vendemmia ottima e abbondante, buone gradazioni ma è tutto arrivato in fondo senza problemi. Stiamo aspettando che finiscano alcune malolattiche per finire i travasi dell’anno e poi con l’anno nuovo, cominceremo a pensare ai tagli.
Dopo la vendemmia, semina dei sovesci, spargimento del 500P, lavorazione della fila soda (non dappertutto), semina di orzo e favino nei campi, raccolta delle olive.
A volte comincio a potare già alla fine di dicembre, ma credo che quest’anno aspetterò ancora perchè le piante sono ancora in “tiro”, anche se senza foglie, e sembra che il merlot abbia delle gemme mosse. Che annate strane e diverse, e poi la gente che beve il nostro vino (e quello dei vignaioli che fanno il vino artigianalmente) ci dice: ma l’anno scorso era diverso!!
ciao, se ho tempo ti mando una foto della gemma del merlot

Francesca di Massa Vecchia, Massa Marittima, 5 dicembre

noi siamo dietro agli ultimi travasi dei vini nuovi. anche se l’annata è stata difficile per il forte caldo e gli alti gradi zuccherini di alcuni vini, i vini stanno concludendo le fermentazioni. saranno tendenzialmente un po’ piùalti della media per l’alcool, ma siamo abbastanza soddisfati perchè il risultato è buono nonostante le difficoltà.

l’autunno non ha ancora lasciato spazio all’inverno e le temperatura sono ancora miti, infatti molte piante non hanno ancora perso le foglie. c’è molta umidità e vento di scirocco, ma le piogge sono state scarse. il meteo dice che nei prossimi giorni verrà il freddo. speriamo!

Marco di Capitoni, Val d’Orcia, 4 dicembre
Ci eravamo lasciati agli inizi di ottobre; vendemmia ultimata e le uve che stavano diventando vino. Per completezza di informazione dobbiamo aggiungere che: causa l’alto tenore zuccherino, abbiamo faticato molto per far svolgere le fermentazioni. Comunque, trascorse le tre settimane di macerazione sulle bucce, si sono fatte le svinature e abbiamo rimesso il vino, ancora mosto, nelle vasche di acciaio inox. Sono seguiti poi i travasi, per la separazione e l’allontanamento delle fecce grossolane dall’ ormai vino. A breve lo trasferiremo nel legno, lì rimarrà 12 o 24 mesi, rispettivamente se sarà indirizzato ad affinare in barriques o in botte di legno grande.

Questi mesi , oltre che in cantina, ci hanno visti molto impegnati in diversi altri lavori aziendali.

Ci siamo occupati del nutrimento delle nostre viti; abbiamo concimato con stallatico in pellets, la quantità distribuita è stata proporzionale e diversificata in base alla fertilità delle diverse zone del vigneto. Accorgimento, questo delle concimazioni localizzate, utile a favorire il naturale equilibrio vegeto-produttivo delle piante. Inoltre, mediante aratura, si sono rimosse le parti di suolo del filare calpestate dagli interventi, passaggi con trattori ecc., eseguiti nel periodo primaverile ed estivo. Con queste lavorazioni meccaniche, si permette alle zolle di accogliere ed immagazzinare le piogge dei prossimi mesi e di essere in condizioni tali che le gelate invernali gli rendano nuovamente sofficità. In fine, mediante solchi e scoline, si è provveduto alla regimazione delle acque piovane, evitando così ruscellamenti spontanei e scorrimenti superficiali con conseguente dilavamento del terreno.

Oltre ai vigneti il nostro podere comprende anche bosco, ulivi e coltivi, dove produciamo grano duro.

Nel gestire i campi destinati al cereale, la pratica da noi adottata è quella dell’avvicendamento colturale: si semina grano o foraggere ad anni alterni, ciò permette di mantenere buona la struttura e la fertilità dei terreni.
Per primi si sono messi a dimora i semi da prato, negli appezzamenti che in quest’annata agraria spettava il riposo produttivo e successivamente ci siamo curati della semina del grano. Le varietà da noi impiegate sono adatte alla pastificazione. Abbiamo sottoscritto un protocollo di coltivazione della Regione Toscana, portante il nome: “AGRIQUALITA”. Siamo parte di un processo produttivo completamente tracciato e certificato alla fine del quale si ottiene pasta “LA TOSCA”.

Ai primi di Novembre sono arrivati anche i giorni giusti per la raccolta delle olive. Abbiamo provveduto a raccogliere per prime, visto l’avanzato grado di maturazione, la varietà “Leccino” e molite separatamente si è così ottenuto olio monocultivar. Nei giorni successivi la brucatura è toccata gli altri ulivi, delle varietà: Frantoio, Moraiolo e Olivastra, le olive di questi, viste anche le ridotte quantità, sono state molite tutte insieme.

Le giornate ed lavori si susseguono, e nonostante essere già a Dicembre le temperature sono ancora miti, ma quello che più ci preoccupa è che le piogge necessarie al buon germogliamento del grano seminato stentano ad arrivare.

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